My Blog https://www.thomassankara.net/?lang=it My WordPress Blog Fri, 17 Oct 2025 10:37:42 +0000 it-IT hourly 1 145130549 Sankarismo cementificato https://www.thomassankara.net/sankarismo-cementificato/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=sankarismo-cementificato https://www.thomassankara.net/sankarismo-cementificato/?lang=it#respond Fri, 17 Oct 2025 10:37:42 +0000 https://www.thomassankara.net/?p=250893 Africa Bambini in vacanza nei campi militari, guerra ai jihadisti su base etnica, repressione e disuguaglianze. Il pensiero di Thomas Sankara non abita più in Burkina Faso di Michele Bollino Schierati in fila, petto in fuori e testa alta. Indossano uniformi militari e, a vederli tutti insieme, sembrano un battaglione di fanteria pronto per la […]

The post Sankarismo cementificato first appeared on My Blog.

The post Sankarismo cementificato appeared first on My Blog.

]]>
Africa Bambini in vacanza nei campi militari, guerra ai jihadisti su base etnica, repressione e disuguaglianze. Il pensiero di Thomas Sankara non abita più in Burkina Faso

di Michele Bollino

Schierati in fila, petto in fuori e testa alta. Indossano uniformi militari e, a vederli tutti insieme, sembrano un battaglione di fanteria pronto per la guerra. Ma i loro volti sono quelli di bambini. Hanno tra gli 8 e i 15 anni e sono i partecipanti del “Camp Vacances Faso Mebo”, il “campo estivo” organizzato dalla giunta militare del capitano Ibrahim Traoré, al governo del Burkina Faso dal golpe del settembre 2022, per «insegnare il patriottismo ai burkinabé del futuro».

Ma il passato incombe, con l’eredità di Thomas Sankara continuamente riscritta per sostenere la propaganda del regime.

IL “CAMP VACANCES Faso Mebo”, traducibile come “campo vacanze per la difesa della patria”, si è svolto in un luogo fortemente simbolico nella capitale Ouagadougou. Il liceo che lo ospita è il Marien N’Gouabi, intitolato al militare congolese e rivoluzionario marxista e panafricanista morto nel 1977, dove per un periodo studiò lo stesso Sankara. E fu proprio il padre del Burkina Faso moderno a voler trasformare quel liceo da «simbolo della borghesia colonialista» a «modello di educazione rivoluzionaria», con l’organizzazione di dibattiti settimanali su temi come l’imperialismo e la decolonizzazione, l’emancipazione femminile e l’ecologismo.

Di tutto questo, però, oggi non rimane quasi nulla. Sulle lavagne che hanno accolto gli oltre mille bambini partecipanti alle due edizioni del campo, infatti, trovano spazio parole diverse. Parole come «patria» e «patriottismo», ma anche «ordine», «disciplina», «sovranità» e «rispetto». Concetti che ben si abbinano con l’abbigliamento dei giovani partecipanti, tutti rigorosamente in tuta mimetica, ma sono lontani dalle campagne di «decolonizzazione delle menti» lanciate da Sankara per fare in modo che i cittadini «comprendano e non obbediscano».

Anche le attività pratiche proposte dal “Faso Mebo” sembrano lontane dalle prassi sankariste. «Abbiamo imparato a posare i mattoni e a fare i mattoni», dice un bambino ai microfoni di Rtb, la tv di stato burkinabé. E se il lavoro gratuito per opere di pubblica utilità era la spina dorsale dei programmi infrastrutturali lanciati da Sankara, nella sua visione questo non poteva essere separato dall’educazione ecologica. Ma le idee della «lotta alla desertificazione come lotta all’imperialismo» e del «piantare un albero come gesto rivoluzionario» sono scomparse. Al loro posto, cinque sacchi di cemento donati dalle famiglie di ogni partecipante al campo.

OGGI IL CEMENTO rappresenta anche qualcos’altro. È il segno della crescita economica del paese e il collante che tiene unito il blocco sociale che sostiene il regime di Traoré. Il boom edilizio della capitale Ouagadougou vale oggi il 10% di un Pil nazionale che cresce quasi del 5% annuo. Ma all’aumentare della ricchezza non corrisponde una diminuzione della povertà che, secondo la Banca Mondiale, è salita dal 40 al 43% negli ultimi cinque anni. Un segno chiaro di come della ricchezza che aumenta siano in pochi a beneficiarne.

Mentre il paese brucia per la guerra contro le sigle jihadiste, i guadagni si concentrano nella capitale. Nuovi palazzi crescono senza sosta nel quartiere direzionale di Ouaga2000 dove, circondati da boutique di lusso e concessionarie di auto elettriche cinesi, ogni mattina migliaia di profughi interni fanno la fila per le razioni di cibo davanti alle sedi delle organizzazioni internazionali. In città i servizi pubblici sono pressoché inesistenti, ma i giovani figli di una borghesia cittadina sempre più ricca possono scegliere tra un vasto numero di ristoranti e discoteche per passare le loro serate. E il loro sostegno al regime del capitano Ibrahim Traoré appare incrollabile.

NON STUPISCE, quindi, che nelle varie attività del “Camp Vacances Faso Mebo” non sia comparso nessun riferimento ai temi della giustizia sociale o alle politiche di redistribuzione messe in campo da Sankara. Il termine «socialismo» resta esiliato dal dibattito pubblico, mentre il concetto di «solidarietà nazionale» scalza ogni tipo di rivendicazione di equità economica, fornendo un cappello utile a giustificare la feroce repressione interna del regime contro giornalisti e dissidenti politici.

La «solidarietà nazionale» è anche il mezzo con cui la giunta punta a minimizzare la crescente forza delle sigle jihadiste del paese. Scegliendo di ignorare le profonde cause economiche alla base dell’insurrezione jihadista, il regime di Traoré ha infatti trasformato il conflitto in uno scontro etnico, con l’etnia Peul accusata di «tradimento» dai vertici dello stato burkinabé. Una narrazione che, come testimoniato da numerosi rapporti di Human Rights Watch, ha aperto le porte a violenze indiscriminate dell’esercito sui civili.

MA PER I BAMBINI che partecipano al “Camp Vacances Faso Mebo” il presidente Ibrahim Traoré è tonton, lo zio. La personificazione di una leadership che cementa il consenso non sull’efficacia delle sue politiche ma sulla base dell’appartenenza a una comunità. E la divisa militare che indossano diventa così il simbolo di una «solidarietà» di stampo nazionalista, spogliata da ogni carica rivoluzionaria. Con uno stravolgimento completo del pensiero di Sankara, «militare anti-militarista».

15/10/2025
Source : https://ilmanifesto.it/sankarismo-cementificato

The post Sankarismo cementificato first appeared on My Blog.

The post Sankarismo cementificato appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/sankarismo-cementificato/feed/?lang=it 0 250893
Thomas Sankara, un sogno infranto, un fumetto di Franco Dusio, disegni di Marco Forte e Luca Occhetti https://www.thomassankara.net/thomas-sankara-reve-brise-bd-de-franco-dusio-dessin-de-marco-forte-luca-occhetti/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=thomas-sankara-reve-brise-bd-de-franco-dusio-dessin-de-marco-forte-luca-occhetti https://www.thomassankara.net/thomas-sankara-reve-brise-bd-de-franco-dusio-dessin-de-marco-forte-luca-occhetti/?lang=it#respond Sun, 16 Mar 2025 17:33:29 +0000 https://www.thomassankara.net/thomas-sankara-reve-brise-bd-de-franco-dusio-dessin-de-marco-forte-luca-occhetti/ Presentazione dell’opera Commenti de Patrizia Donadello et Antonio Mele Commenti de Bruno Jaffré Presentazione dell’opera – Sceneggiatura: Franco Dusio – Disegnatori: Marco Forte e Luca Occhetti – Editore: L’Harmattan – Data di pubblicazione: settembre 2023, nuova edizione colorata luglio 2024 – ISBN: 978-2-14-032032-3 Presentazione del libro da parte dell’editore All’inizio degli anni Ottanta, un UFO […]

The post Thomas Sankara, un sogno infranto, un fumetto di Franco Dusio, disegni di Marco Forte e Luca Occhetti first appeared on My Blog.

The post Thomas Sankara, un sogno infranto, un fumetto di Franco Dusio, disegni di Marco Forte e Luca Occhetti appeared first on My Blog.

]]>
Presentazione dell’opera

Commenti de Patrizia Donadello et Antonio Mele

Commenti de Bruno Jaffré

Presentazione dell’opera

Sceneggiatura: Franco Dusio

Disegnatori: Marco Forte e Luca Occhetti

Editore: L’Harmattan

Data di pubblicazione: settembre 2023, nuova edizione colorata luglio 2024

ISBN: 978-2-14-032032-3

Presentazione del libro da parte dell’editore

All’inizio degli anni Ottanta, un UFO del tutto inatteso – e per molti persona non grata – si affaccia nel mondo della politica africana e lo mette a soqquadro. Per alcuni anni, il giovane capitano Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso, fu uno dei principali protagonisti del continente e non solo. Dopo cinque (ndr: in realtà quattro) anni di potere che hanno cambiato il volto del suo Paese, Sankara è stato assassinato dal fratello d’armi Blaise Compaoré. Per la prima volta, la vita e il percorso di Sankara, figura mitica per intere generazioni di cittadini africani, vengono ripercorsi in questa biografia ben documentata e avvincente. Un’opera di riferimento.

Gli autori

Franco Dusio ha scoperto Thomas Sankara guardando un documentario televisivo quando era già in pensione. Gli ci son voluti 7 anni per pubblicare questo fumetto. Nato nel 1952, ha studiato scienze politiche ma è entrato nella vita professionale senza aver completato gli studi. Ha trascorso la maggior parte della sua carriera professionale nell’industria delle bevande alcoliche, lavorando per importanti multinazionali. È stato persino promosso ad una posizione dirigenziale. Vi è rimasto solo due anni e poi si è dimesso. Questa vita professionale “gli ha fatto sviluppare una certa avversione per lo stile di vita capitalista in senso lato”. Si è trasferito a Mentone, nel sud della Francia, una città vicina all’Italia, dove ha gestito un bar fino alla pensione. A suo dire, si considera “una meteora nel mondo dell’editoria”.

Nessun editore italiano ha ancora accettato di pubblicare una versione italiana, il che sarebbe buona cosa.

Marco Forte e Luca Occhetti, entrambi nati nel 1996, si sono diplomati alla Scuola internazionale di comics di Torino. L’autore è entrato in contatto con loro quando avevano 20 anni e frequentavano ancora la scuola. Thomas Sankara, un rêve brisé è il loro primo album in Francia.


I nostri commenti

Alda Teodorani e Francesca Torlone hanno scritto[i]: “mentre l’illustrazione accompagna e commenta una storia, il fumetto è esso stesso una storia e la narrazione avviene attraverso una sequenza logica di immagini. A questo proposito, Will Eisner (universalmente riconosciuto come uno dei più importanti maestri del fumetto, autore fin dagli anni Trenta e insegnante alla School of Visual Art di New York) parla del fumetto come “arte sequenziale”, definizione che riflette come esso metta insieme disegni e parole per narrare una storia e utilizzi alcuni elementi, come le vignette o le inquadrature, per rendere il senso del trascorrere del tempo.”

È così che un giorno Franco Dusio, un pensionato italiano che vive a Mentone, si imbatte in un documentario su una delle più grandi figure politiche africane: Thomas Sankara.

Si appassiona a questo giovane di 33 anni, “arrivato al potere troppo presto”, e si immerge nelle sue biografie e nei suoi discorsi. Dusio pensa che lui avrebbe potuto fare grandi cose per l’Africa e dalla sua ricerca nasce il desiderio di scrivere la sua storia, un tributo postumo come “un mazzo di fiori deposto sulla sua tomba”. Ma non ha mai scritto un libro né lavorato nell’editoria, da dove cominciare? Come è noto, Thomas Sankara ha suscitato vocazioni.

Una mattina di novembre 2014, mentre il popolo burkinabè si ribella al regime di Blaise Compaoré

e lo caccia dal potere dopo 27 anni di terrore, gli viene la “buffa idea” di scrivere la sceneggiatura di un fumetto. Si è messo subito al lavoro e dopo poco tempo è riuscito fortunatamente a trovare due giovani fumettisti torinesi che, con il loro entusiasmo e talento, hanno dato vita a questa creazione.

Ci sono voluti sette anni di ostinazione e coraggio per trovare un editore e, nel settembre 2023, il fumetto Thomas Sankara un rêve brisé nasce infine in Francia grazie a L’Harmattan, l’unico editore che ha accettato il libro.

Accogliamo con grande interesse la pubblicazione di questo fumetto sulla vita di Thomas Sankara e la Rivoluzione del Paese degli Uomini integri, un’opera che testimonia il grande impegno e il lavoro di Dusio e della sua equipe. La figura di questo giovane rivoluzionario divenuto un mito, un eroe per molti giovani africani e punto di riferimento per molti giovani di tutto il mondo, si presta bene a tale utilizzo. Questo è uno dei tanti libri che ci aiutano a capire Thomas Sankara in tutta la sua complessità.

Anche se a prima vista può sembrare strano che un italiano di 71 anni abbia avuto l’idea di pubblicare un fumetto su Sankara, sappiamo bene, poiché è successo a molti di noi, che la prima volta che si conosce Sankara è un’esperienza molto speciale. E a qualsiasi età, fa nascere il desiderio di andare oltre, di impegnarsi per rendergli omaggio e condividere la sua storia.

L’uso della lingua francese ha sicuramente facilitato il lavoro di Dusio. La maggior parte del materiale e dei testi su Sankara sono infatti scritti in francese.

Il lavoro dell’autore è notevole, soprattutto perché non è uno specialista del settore e non si è avvalso di uno sceneggiatore professionista.

Con un espediente molto divertente, Dusio apre il suo racconto simulando un incontro con Bruno Jaffré, autore di Biographie de Thomas Sankara la Patrie ou la mort pubblicato nel 2007 da L’Harmattan, in un bar di Mentone, e gli chiede di spiegare la rivolta popolare che ha avuto luogo in Burkina Faso nell’ottobre 2014. E’ in questo modo che l’autore si collega alla vita e alla rivoluzione di Thomas Sankara.

Riproduce fedelmente sequenze temporali ed estratti del libro di Bruno Jaffré, oltre ad alcune informazioni e documenti video reperiti su Internet e nel libro di Valère Somé, Thomas Sankara, l’espoir assassiné, (pubblicato sempre da L’Harmattan), ma ci sono inevitabilmente punti in cui ha dovuto inventare.

L’autore coglie e rende bene l’essenza della vita di Sankara raccontando i numerosi aneddoti che circolano sulla sua infanzia, periodo in cui probabilmente iniziò a sviluppare il suo senso di giustizia. Ogni cosa lo incuriosisce: a partire dalla differenza di vita tra bianchi e neri e, man mano che cresceva, dalla dominazione coloniale, dal peso insopportabile delle ricche élite sulle spalle di un popolo povero. La generosità di Thomas è evidente a tutti i livelli: con i compagni di gioco per strada, con i fratelli e le sorelle in famiglia, con i compagni di studio e militari, con i contadini e gli operai che la sua carriera militare lo portava a supervisionare. La stessa generosità che il politico Sankara dimostrerà in seguito verso un intero popolo.

Rileviamo inevitabilmente qualche errore. Ad esempio, in una sequenza che proviene dal documentario di Robin Shuffield Thomas Sankara l’homme intègre. Si tratta della domanda provocatoria rivolta a Sankara dalla giornalista Julia Ficatier del quotidiano francese La Croix. Lei chiese a Sankara cosa era andato a cercare a Cuba e in URSS, ciò che aveva suscitato preoccupazione nei paesi vicini. Sankara le rispose che non era andato solo a Cuba e in URSS ma anche in molti altri paesi e sarebbe stato molto felice di non dover più viaggiare così lontano se paesi molto più vicini a lui avessero voluto aiutare il Burkina Faso a risolvere il problema della povertà. Concludendo con il suo straordinario senso dell’umorismo, aggiunse: “Per esempio, avremmo bisogno anche di un Concorde, se qualcuno vicino a noi potesse regalarcelo”. Questo ha provocato una risata generale tra i giornalisti.

L’autore (a pag 51) inserisce questo dialogo durante la conferenza stampa di Vittel del 3 ottobre 1983. In realtà, il fatto avvenne tre anni dopo, al ritorno dal viaggio di Sankara in URSS, nella conferenza stampa di Ouagadougou del 18 novembre 1986, in occasione del primo e unico viaggio del Presidente francese François Mitterrand in Burkina Faso. Il viaggio del Presidente Sankara a Cuba si svolse infatti tra il 25 settembre e il 1° ottobre 1984, mentre il viaggio di una settimana in URSS iniziò il 6 ottobre 1986.

Avremmo desiderato leggere più passaggi che potessero restituirci la Rivoluzione nei suoi vari aspetti. Ad esempio, riguardo alla salvaguardia e la tutela dell’ambiente, una delle parti centrali e fondamentali della rivoluzione burkinabè, e riguardo le tre lotte lanciate contro gli incendi della savana, il vagabondaggio degli animali e il taglio abusivo della legna da ardere (Discorso ai forestali del 22 aprile 1985). Al riguardo vi è un solo breve passaggio in cui Sankara si rivolge a un gruppo di contadini dicendo: “passate al gas, se continuate a tagliare gli alberi, la desertificazione prenderà presto il sopravvento”. Noi immaginiamo che Sankara non l’avrebbe detto, almeno non in questo modo, perché sapeva bene che per i contadini poveri non era possibile passare al gas immediatamente.

Il ritratto che l’autore ci restituisce dell’uomo Sankara ci appare troppo duro, enfatizzando il suo lato militare e decisionale. Quando Sankara era invece un uomo sensibile non solo alla povertà del suo popolo ma anche, e più di quanto spesso si dica, alle esigenze della società burkinabè.

Così, ad esempio, la riforma dell’istruzione e l’introduzione di un salario di sussistenza (in cui i mariti dovevano dare parte del loro salario alle mogli per le spese domestiche) furono abbandonati. Thomas Sankara e i suoi compagni fecero marcia indietro dopo aver capito che la società aveva bisogno di riforme più graduali per essere accettate. Da un punto di vista istituzionale, è vero che i partiti di destra furono banditi, ma Sankara sostenne sempre il pluralismo nel Consiglio Nazionale della Rivoluzione alla guida della Rivoluzione, dove erano rappresentate diverse organizzazioni.

Come dice il titolo, questo libro è la testimonianza di un sogno infranto, e per questo a volte è un po’ triste, difficile da leggere. A volte è piuttosto cupo, almeno nei colori della prima edizione che abbiamo letto. Mancano anche i sorrisi, gli scoppi di gioia di una rivoluzione battezzata “della felicità”. Si ha l’impressione che gli autori abbiano preferito dare maggior peso all’epilogo della breve storia di Sankara, che in effetti è dei più cupi.

Un aspetto invece molto interessante è la descrizione che Dusio fa sull’assassinio di Thomas Sankara avvenuto il 15 ottobre 1987, come parte di un complotto internazionale che coinvolge direttamente la Francia. Uno scenario che dimostra come l’intrigo sia stato sapientemente organizzato, lentamente ma inesorabilmente ordito sin dai primi giorni della Rivoluzione, in un crescendo sfociato nell’assassinio di quell’uomo che la Françafrique non poteva più tollerare. Si arriva così dal 1987 ai giorni nostri, con la richiesta di accesso ai documenti classificati come Segreto Difesa, a cui la Francia non ha ancora dato seguito

Un libro che vale la pena leggere. Ringraziamo gli autori per il loro lavoro.

Antonio Mele, Patrizia Donadello

[i] https://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/scrivere/10968/storie-a-fumetti-quattro-regole-per-scrivere-una-sceneggiatura/


Non spettava a me recensire questo fumetto, visto che sono ringraziato all’inizio del libro e, in un certo senso, sono io a raccontare la vita di Thomas Sankara. Ma avendo parlato con l’autore posso dare qualche informazione.

Come prima considerazione, contrariamente a quanto affermato nella presentazione dell’editore, un fumetto su Thomas Sankara era già stato pubblicato. La presentazione è disponibile all’indirizzo : https://www.thomassankara.net/sankara-et-blaise-une-bande-dessinee-de-viane/ Uscito in Burkina Faso nel 2014, pochi giorni dopo la caduta di Blaise Compaoré, è stato ristampato tre volte e distribuito anche in Francia, tradotto in inglese, spagnolo e catalano e distribuito in quattro Paesi. Nel 2016, la casa editrice burkinabè Éditions Malaïka, con sede in Canada, ha pubblicato una versione bilingue francese/inglese. L’ultima edizione del 2020 è stata pubblicata anche in Francia grazie al contributo del Comitato Sankara di Montpellier.

Riguardo a questo fumetto, la prima versione pubblicata da L’Harmattan non ha soddisfatto affatto Dusio a causa della scarsa vivacità dei colori. L’autore non ha ricevuto una copia standard, che di solito è la regola in una casa editrice. Molto scontento, Dusio ha dovuto acquistarne a sue spese 300 copie perché L’Harmattan pubblicasse una nuova edizione più colorata che lo soddisfacesse!

Sono stato ringraziato per aver raccontato la vita di Thomas Sankara in Biographie de Thomas Sankara, la Patrie ou la mort, pubblicato nel 2007 da l’Harmattan. Nella sceneggiatura, l’autore mi incontra e mi fa raccontare la vita di Thomas Sankara. Quindi sarei io a raccontare ciò che viene scritto nelle didascalie, fuori dai dialoghi, lungo tutto il libro. Con l’eccezione della parte, piuttosto lunga del libro, evidenziata dalla critica qui sopra, in cui l’autore scrive uno scenario del coinvolgimento della Francia che deve aver inventato. In generale , non ho molto da dire.

Devo però precisare che nella didascalia sopra il disegno della sua tomba, a pagina 104, non sottoscriverei in alcun modo ciò che è detto : “Thomas Sankara così è morto. Un uomo con i suoi difetti: accentratore, decisionista, impetuoso, sincero fino all’insulto, con una formazione militare che esigeva obbedienza, che non sapeva aspettare, arrivato al potere molto giovane e quasi senza esperienza. Ma quest’uomo così ingombrante non sopportava soprattutto una cosa : vedere, ovunque andasse nel suo Paese, una povertà opprimente che non garantiva nessuna sicurezza ai suoi compatrioti”.

Queste non sono le parole che impiegherei, perché non riflettono la mia opinione. Alcuni termini non mi paiono giusti. Accentratore, per esempio, c’era tutta una piramide di organizzazioni che andavano dalla sommità del paese fino al quartiere… Anche decisionista non è corretto. Diversi progetti che voleva lanciare sono stati annullati perché rifiutati dalla popolazione, il che dimostra che ascoltava e sapeva tener conto delle critiche che gli venivano fatte, e sapeva tornare indietro su riforme impopolari, come sottolinea la recensione qui sopra… Impetuoso, al contrario era invece una persona alquanto modesta, faceva regolarmente autocritica sia nei suoi discorsi che nelle sue interviste, che potete trovare sul sito cliccando sui due link precedenti. Esigeva obbedienza? Non sono nemmeno certo che questo fosse vero, ma al tempo stesso però era il Presidente e ad esempio, sicuramente i consiglieri presidenziali dovevano obbedire ai suoi ordini. Le divergenze di opinione però all’interno del Consiglio Nazionale Rivoluzionario esistevano, e si applicava il centralismo democratico, cioè le decisioni venivano approvate dalla maggioranza dei suoi membri.

Tutto ciò non era forse dovuto anche al fatto che molti di coloro che lo circondavano non erano al suo livello e quindi esitavano a contraddirlo? A questo proposito, leggete l’eccellente libro di Alfred Sawadogo, all’epoca responsabile presso la Presidenza delle relazioni con le ONG. In esso, racconta il suo rapporto con Thomas Sankara nel contesto lavorativo. Ingombrante (per chi?) Insultante? A cosa ci si riferisce? Forse agli slogan contro i nemici, come ad esempio Abbasso i gufi dallo sguardo malefico”. Là siamo nel campo della politica. Che l’autore, in questo passaggio, volesse soprattutto evitare di scadere nell’agiografia?

L’ultima frase : “Ma quest’uomo così ingombrante non sopportava soprattutto una cosa, vedere ovunque nel suo Paese una povertà opprimente, che non garantiva alcuna sicurezza ai suoi compatrioti”, mi sembra invece molto giusta.

Infine, per terminare, aggiungo una nota. Oggigiorno circolano molte fake news. In caso di dubbio, è meglio venire alla fonte, visitare il sito o anche chiedere direttamente a me. Ho mai rifiutato l’aiuto a qualcuno che me l’ha chiesto ?

Riconosco che la biografia di Thomas Sankara pubblicata nel 2007 è un po’ datata e che sarebbe opportuno pubblicarne altre, poiché da allora sono emerse molte nuove informazioni. Così per esempio, ci siamo resi conto che non è stata trascritta la conferenza stampa durante la visita di François Mitterrand a Ouagadougou. Lo faremo presto e metteremo a disposizione online il testo trascritto. Franco Dusio ha dimostrato la sua passione e speso molte energie per portare a termine questo fumetto, un lavoro abbastanza completo che fornisce una grande quantità di informazioni ed è stato realizzato oltretutto senza poter disporre di molte risorse, a differenza di un altro fumetto pubblicato da Larousse, (Thomas Sankara rebelle visionnaire ndr) che evoco di seguito.

Un fumetto realizzato con risorse molto più importanti, con l’aiuto di due sceneggiatori e un giornalista di Le Monde, che produce un errore molto grave : viene confuso l’incontro di Vittel del 1983 e la visita di Mitterrand a Ouagadougou del 1986 ! Ci sono già abbastanza notizie false su Thomas Sankara o distorsioni del suo pensiero, non c’è bisogno di aggiungerne altre in libri oltretutto ampiamente diffusi. Diventa inaccettabile. Va aggiunto che in quest’altro fumetto non si fa menzione né della biografia di Thomas Sankara né del sito thomassankara.net, ai quali invece si immagina loro abbiano fatto ampio ricorso.

Bruno Jaffré

The post Thomas Sankara, un sogno infranto, un fumetto di Franco Dusio, disegni di Marco Forte e Luca Occhetti first appeared on My Blog.

The post Thomas Sankara, un sogno infranto, un fumetto di Franco Dusio, disegni di Marco Forte e Luca Occhetti appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/thomas-sankara-reve-brise-bd-de-franco-dusio-dessin-de-marco-forte-luca-occhetti/feed/?lang=it 0 250294
Dopo Blaise Compaoré è ora François ad essere sottratto dalle autorità francesi alla giustizia del suo paese https://www.thomassankara.net/apres-blaise-compaore-cest-tour-de-francois-detre-soustrait-a-justice-de-pays-autorites-francaises/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=apres-blaise-compaore-cest-tour-de-francois-detre-soustrait-a-justice-de-pays-autorites-francaises https://www.thomassankara.net/apres-blaise-compaore-cest-tour-de-francois-detre-soustrait-a-justice-de-pays-autorites-francaises/?lang=it#respond Tue, 09 Jan 2024 14:05:18 +0000 https://www.thomassankara.net/apres-blaise-compaore-cest-tour-de-francois-detre-soustrait-a-justice-de-pays-autorites-francaises/ COMUNICATO STAMPA La notizia è stata resa pubblica il 21 dicembre 2023. Elisabeth Borne, primo ministro del governo francese ha annullato il decreto di estradizione, firmato dal suo predecessore Edouard Philippe, nel marzo 2020, e convalidato dal Consiglio di Stato il 30 luglio 2021. A tale decisione è seguita subito dopo la revoca del controllo […]

The post Dopo Blaise Compaoré è ora François ad essere sottratto dalle autorità francesi alla giustizia del suo paese first appeared on My Blog.

The post Dopo Blaise Compaoré è ora François ad essere sottratto dalle autorità francesi alla giustizia del suo paese appeared first on My Blog.

]]>
COMUNICATO STAMPA

La notizia è stata resa pubblica il 21 dicembre 2023. Elisabeth Borne, primo ministro del governo francese ha annullato il decreto di estradizione, firmato dal suo predecessore Edouard Philippe, nel marzo 2020, e convalidato dal Consiglio di Stato il 30 luglio 2021. A tale decisione è seguita subito dopo la revoca del controllo giudiziario, che ha ridonato così a François Compaoré la libertà totale.

Dopo la convalida del luglio 2021, gli avvocati di François Compaoré avevano presentato ricorso alla CEDU (Corte europea dei diritti dell’uomo). Il suo verdetto, il 7 settembre 2023, precisava: «La Corte conclude che vi sarebbe una violazione dell’articolo 3 della Convenzione1 nel suo aspetto procedurale qualora il decreto di estradizione venisse eseguito senza aver prima riesaminato la validità e l’affidabilità delle assicurazioni diplomatiche fornite dal Burkina Faso». Sottolineiamo la seconda parte di questa frase, che non viene mai citata dalla maggior parte dei media francesi e che invece pone una condizione prima di affermare che l’articolo 3 è stato violato. Nello stesso comunicato stampa, la Corte chiedeva alla Francia di riesaminare il caso, aggiungendo che l’attuale governo del Burkina Faso non aveva risposto alle osservazioni inviategli dalla CEDU il 19 ottobre 2022. Una grave negligenza contro la quale è insorto, con un comunicato, il CNPNZ (Centro Nazionale di stampa Norbert Zongo), mentre il governo burkinabè si è difeso, in un comunicato, sostenendo di non aver ricevuto alcuna richiesta da parte del governo francese.

In realtà la decisione della Francia è dovuta al deterioramento delle relazioni diplomatiche piuttosto che a quelle del trattamento dei detenuti. Nessuno scambio tra il governo francese e quello burkinabè è avvenuto dopo questo comunicato. A titolo d’esempio, Gilbert Diendéré, condannato per il tentato colpo di stato del 2015 e per l’assassinio di Thomas Sankara, è detenuto in buone condizioni, come può facilmente constatare qualsiasi conoscitore del Burkina Faso. Secondo le nostre informazioni, lui beneficia persino di permessi d’uscita.

Dopo aver sottratto Blaise Compaoré alla giustizia del Burkina Faso, le autorità francesi decidono in questo modo di sottrarre anche François Compaoré alla giustizia del suo paese. Un Paese che si dichiara democratico non può permettere che una persona incolpata d’«istigazione all’omicidio» di un giornalista nell’esercizio della sua professione sfugga in questo modo alla giustizia.

La Rete internazionale Giustizia per Thomas Sankara, Giustizia per l’Africa protesta vivamente contro questa decisione e chiede, al mondo della stampa, alle forze democratiche in Francia di fare altrettanto.

Fatto l’8 gennaio 2024 a Niamey, Lorient, Paris, Ottawa, Toulouse, Bamako, Banfora, Bobo Dioulasso, Ouagadougou, Barcelone, Turin, Las Palmas, Dakar, Grenoble, Sabadell, Ajaccio.La rete internazionale Giustizia per Thomas Sankara, Giustizia per l’Africa.

Contatti : contactjusticepoursankara@gmail.com

1Questo articolo stabilisce che l’estradizione non può essere concessa se per l’accusato esiste il rischio di essere sottoposto a maltrattamenti, torture o condanna a morte.

The post Dopo Blaise Compaoré è ora François ad essere sottratto dalle autorità francesi alla giustizia del suo paese first appeared on My Blog.

The post Dopo Blaise Compaoré è ora François ad essere sottratto dalle autorità francesi alla giustizia del suo paese appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/apres-blaise-compaore-cest-tour-de-francois-detre-soustrait-a-justice-de-pays-autorites-francaises/feed/?lang=it 0 248442
Caso Sankara: interrogato da un deputato sulla consegna degli archivi, il governo francese risponde con una bugia di Stato https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-interpelle-depute-a-propos-de-livraison-archives-gouvernement-francais-repond-mensonge-detat/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=affaire-sankara-interpelle-depute-a-propos-de-livraison-archives-gouvernement-francais-repond-mensonge-detat https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-interpelle-depute-a-propos-de-livraison-archives-gouvernement-francais-repond-mensonge-detat/?lang=it#respond Tue, 12 Dec 2023 13:01:26 +0000 https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-interpelle-depute-a-propos-de-livraison-archives-gouvernement-francais-repond-mensonge-detat/ COMUNICATO STAMPA Il 28 novembre 2023, il deputato Frédéric Maillot dell’Isola della Riunione, si è servito della sessione di interrogazioni orali per porre al governo la seguente domanda: « Se lo Stato francese ha declassificato i documenti confidenziali della difesa, perché quelli coperti dal segreto non sono stati restituiti? ». (vedere https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-depute-frederic-maillot-interpelle-gouvernement-a-lassemblee-nationale/ ). Incaricato di […]

The post Caso Sankara: interrogato da un deputato sulla consegna degli archivi, il governo francese risponde con una bugia di Stato first appeared on My Blog.

The post Caso Sankara: interrogato da un deputato sulla consegna degli archivi, il governo francese risponde con una bugia di Stato appeared first on My Blog.

]]>
COMUNICATO STAMPA

Il 28 novembre 2023, il deputato Frédéric Maillot dell’Isola della Riunione, si è servito della sessione di interrogazioni orali per porre al governo la seguente domanda: « Se lo Stato francese ha declassificato i documenti confidenziali della difesa, perché quelli coperti dal segreto non sono stati restituiti? ». (vedere https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-depute-frederic-maillot-interpelle-gouvernement-a-lassemblee-nationale/ ).

Incaricato di rispondere per conto del governo, Olivier Becht, Ministro delegato per il commercio estero, l’attrattiva e i francesi all’estero, ha dichiarato:

«La Francia ha quindi mantenuto la promessa fatta dal presidente Emmanuel Macron a Ouagadougou nel novembre 2017, di consegnare tutti i documenti, tutti i documenti prodotti dalle amministrazioni francesi durante il regime di Sankara e dopo il suo assassinio, quindi la promessa è stata mantenuta, i documenti sono stati consegnati ».

Tuttavia, siamo riusciti a contattare gli avvocati delle parti civili, che rappresentano le famiglie delle vittime del 15 ottobre 1987, i quali ci hanno confermato che la Francia non ha fornito alcun documento classificato SEGRETO, ma solo quelli classificati CONFIDENZIALE.

Per dovere di memoria, ricordiamo ancora una volta l’impegno assunto da Emmanuel Macron davanti gli studenti riuniti il 29 novembre 2017 nell’auditorium di Ouagadougou, in presenza dell’allora presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré: « Ho preso la decisione che tutti i documenti prodotti dalle amministrazioni francesi durante il regime di Sankara e dopo il suo assassinio, … coperti da segreto nazionale siano declassificati e consultati in risposta alle richieste della giustizia burkinabè ». Evitando di riprendere il chiarimento fornito dal deputato, accontentandosi di una risposta banale che si è rivelata l’ennesima menzogna di Stato, come ripetono ogni volta le autorità francesi che promettono di fornire documenti militari segreti, sotto la pressione di un giudice o delle famiglie delle vittime per guadagnare tempo. In realtà, la Francia non declassifica quasi mai i documenti segreti. Non lo ha fatto nel caso Sankara, accontentandosi di declassificare solo i documenti confidenziali.

Il metodo consiste nel fare promesse di circostanza per soddisfare una richiesta del momento, anche in presenza del capo di Stato direttamente interessato, e poi non fare nulla per rispettare gli impegni.

Ciò riflette il profondo disprezzo dimostrato da Emmanuel Macron e dalla autorità francesi nei confronti dei loro omologhi africani, dei popoli africani e delle famiglie delle vittime dell’assassinio di Thomas Sankara e dei suoi 12 compagni il 15 ottobre 1987. Atteggiamento questo che la Francia ha pagato a caro prezzo nella sottoregione, come abbiamo potuto constatare in tempi recenti.

Protestiamo con forza contro questa nuova menzogna di Stato in merito al segreto si stato, i cui documenti ancora una volta non sono stati declassificati. Sono stati declassificati solo i documenti confidenziali il cui livello di segretezza è inferiore.

Chiediamo ai deputati del Parlamento francese di rifiutare questo disprezzo, di esigere dal Presidente Emmanuel Macron il rispetto della parola data e di esprimere la loro solidarietà alle famiglie delle vittime del 15 ottobre 1987, che lottano da troppi anni per ottenere la verità.

Le menzogne e le tergiversazioni delle autorità francesi, riguardo la consegna degli archivi declassificati nel caso Sankara non fanno che aumentare i sospetti sul ruolo che il governo francese potrebbe aver svolto nel coinvolgimento della Francia nel complotto per l’assassinio di Thomas Sankara.

La Francia deve declassificare tutti i documenti coperti da segreto di stato relativi al caso dell’assassinio di Sankara e dei suoi compagni e fornirli alla giustizia burkinabé!

Fatto a Parigi, Ouagadougou, Ottawa, Bamako, Las Palmas de Gran Canaria, Tolosa, Roma, Dakar, Torino, Ajaccio, Banfora, Bobo Dioulasso, Niamey, Bruxelles, Liegi, Barcellona, Berlino, Bâle, Nîmes, Liège, Bruxelles il 12 dicembre 2023

La rete internazionale Giustizia per Thomas Sankara. Giustizia per l’ Africa.

Contatti mail : contactjusticepoursankara@gmail.com

i È necessario fare alcune precisazioni. Fino al 2021 esistevano tre livelli di segretezza: confidenziale, segreto e segretissimo. Una riforma del luglio 2021 ha accorpato i primi due livelli nella classificazione segreto (cfr. https://www.sgdsn.gouv.fr/nos-missions/proteger/proteger-le-secret-de-la-defense-nationale/reforme-de-la-protection-du-secret ).

Tuttavia, il terzo lotto di documenti forniti dalle autorità francesi è stato consegnato alle autorità giudiziarie del Burkina Faso nell’aprile 2021, quindi classificato prima della riforma. In altre parole, al momento della consegna dei documenti, la classificazione in 3 livelli di segretezza era in corso. Il termine segreto nazionale è stato quindi utilizzato per designare i tre livelli di segretezza.

The post Caso Sankara: interrogato da un deputato sulla consegna degli archivi, il governo francese risponde con una bugia di Stato first appeared on My Blog.

The post Caso Sankara: interrogato da un deputato sulla consegna degli archivi, il governo francese risponde con una bugia di Stato appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-interpelle-depute-a-propos-de-livraison-archives-gouvernement-francais-repond-mensonge-detat/feed/?lang=it 0 248371
RADIO AFRICA: LA MEMORIA CONTESA DI THOMAS SANKARA https://www.thomassankara.net/radio-africa-la-memoria-contesa-di-thomas-sankara/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=radio-africa-la-memoria-contesa-di-thomas-sankara https://www.thomassankara.net/radio-africa-la-memoria-contesa-di-thomas-sankara/?lang=it#respond Sun, 26 Feb 2023 12:22:30 +0000 https://www.thomassankara.net/?p=247531 Vi riportiamo di seguito la trasmissione radiofonica di Radio Onda d’Urto in cui si registra la dolorosa scelta della famiglia di Thomas Sankara di non essere presente alla re-inumazione dei suoi resti avvenuta a Ouagadougou, al Consiglio d’Intesa il 23 febbraio 2023 : “in quel posto – ha detto il fratello minore, Paul – è […]

The post RADIO AFRICA: LA MEMORIA CONTESA DI THOMAS SANKARA first appeared on My Blog.

The post RADIO AFRICA: LA MEMORIA CONTESA DI THOMAS SANKARA appeared first on My Blog.

]]>
Vi riportiamo di seguito la trasmissione radiofonica di Radio Onda d’Urto in cui si registra la dolorosa scelta della famiglia di Thomas Sankara di non essere presente alla re-inumazione dei suoi resti avvenuta a Ouagadougou, al Consiglio d’Intesa il 23 febbraio 2023 :

“in quel posto – ha detto il fratello minore, Paul – è doloroso per noi metterci piede. Molte persone sono state torturate lì e lì sono stati commessi crimini e omicidi”.

Si può ascoltare inoltre una registrazione di 10 anni fa con estratti dal documentario di Silvestro Montanaro :” E quel giorno uccisero la felicità” e la musica di Ganaian : “The Sankara cd” in sottofondo.
Per la Redazione del Sito
Patrizia Donadello

Africa: nuova puntata, giovedì 23 febbraio 2023, per l’approfondimento bisettimanale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto.

In questi 30 minuti ci occuperemo della memoria contesa in Burkina Faso di Thomas Sankara, rivoluzionario marxista africano ucciso nell’ottobre 1987 dall’ex compagno d’armi, Blaise Compaoré, con la complicità dei servizi segreti di Francia e Usa.

La cerimonia di traslazione dei resti di Sankara e dei 12 compagni uccisi con lui nel Memoriale realizzato alla periferia della capitale burkinabè, Ouagadougou , è stata disertata da famigliari, amici e compagni di Sankara. Il luogo scelto dal governo (golpista) del Burkina Faso è infatti quello in cui avvenne il massacro di Sankara.  “In quel posto – ha detto il fratello minore, Paul – è doloroso per noi metterci piede. Molte persone sono state torturate lì e lì sono stati commessi crimini e omicidi”.

La famiglia ha chiesto al governo di seppellirlo altrove, ma gli è stato risposto che “la sepoltura è a discrezione dell’esercito poiché Thomas Sankara era un soldato”.


The post RADIO AFRICA: LA MEMORIA CONTESA DI THOMAS SANKARA first appeared on My Blog.

The post RADIO AFRICA: LA MEMORIA CONTESA DI THOMAS SANKARA appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/radio-africa-la-memoria-contesa-di-thomas-sankara/feed/?lang=it 0 247531
La famiglia Sankara non parteciperà all’inumazione se dovesse aver luogo al Consiglio d’Intesa. https://www.thomassankara.net/famille-sankara-ne-participera-a-linhumation-devait-se-faire-conseil-de-lentente/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=famille-sankara-ne-participera-a-linhumation-devait-se-faire-conseil-de-lentente https://www.thomassankara.net/famille-sankara-ne-participera-a-linhumation-devait-se-faire-conseil-de-lentente/?lang=it#respond Sun, 05 Feb 2023 20:07:29 +0000 https://www.thomassankara.net/famille-sankara-ne-participera-a-linhumation-devait-se-faire-conseil-de-lentente/ COMUNICATO STAMPA Con la nostra lettera del 27 gennaio 2023, facendo seguito a vari incontri svoltisi riguardo l’inumazione dei resti del presidente Thomas Sankara e dei suoi dodici compagni (esumati per decisione del giudice istruttore il 25 maggio 2015), abbiamo espresso il nostro desiderio di vedere i resti di Thomas Sankara reinumati in un luogo […]

The post La famiglia Sankara non parteciperà all’inumazione se dovesse aver luogo al Consiglio d’Intesa. first appeared on My Blog.

The post La famiglia Sankara non parteciperà all’inumazione se dovesse aver luogo al Consiglio d’Intesa. appeared first on My Blog.

]]>
COMUNICATO STAMPA

Con la nostra lettera del 27 gennaio 2023, facendo seguito a vari incontri svoltisi riguardo l’inumazione dei resti del presidente Thomas Sankara e dei suoi dodici compagni (esumati per decisione del giudice istruttore il 25 maggio 2015), abbiamo espresso il nostro desiderio di vedere i resti di Thomas Sankara reinumati in un luogo che non fosse il Consiglio d’Intesa.

Questo per ragioni precise che avevamo più volte rese note al colonnello della guarnigione Coulibaly Sibiri, incaricato ad occuparsi delle esequie funebri.

In effetti, eravamo convinti e continuiamo a pensare che sia fondamentale trovare uno spazio che permetta di unire e di consolare, e non di dividere ed accrescere i rancori.

Il Consiglio d’Intesa è un luogo di raccoglimento inadeguato per tutto il carico che racchiude.

Siamo quindi sorpresi di apprendere da un comunicato stampa del 3 febbraio 2023 emanato dal Ministero della Comunicazione, della Cultura, delle Arti e del Turismo, portavoce del Governo, che è stata presa la decisione di procedere all’inumazione dei resti in questo luogo seppure conflittuale e controverso, citiamo : « .. la presente decisione è il risultato di consultazioni svolte all’interno delle forze armate (in particolare l’Ufficio di guarnigione di Ouagadougou e la Giustizia Militare) estese alle famiglie delle vittime, al Municipio di Ouagadougou, alle autorità tradizionali e religiose ed al Comitato internazionale del Memoriale Thomas Sankara).

Le nostre succitate ragioni sono state chiarite in diverse occasioni, fin dalle prime idee sollevate dal Memoriale Thomas Sankara qualche anno fa, riguardo al possibile trasferimento delle spoglie di Thomas Sankara al Consiglio d’Intesa.

Ci siamo espressi più volte sulla questione, insistendo invece sulla pertinenza della preservazione del Consiglio d’Intesa quale luogo di memoria per ricostruire i fatti decisivi di questa macabra giornata del 15 ottobre 1987, affinché non si cancelli per tutte le generazioni attuali e future.

Siamo sensibili a tutti gli aspetti che il popolo burkinabè accorda a questa memoria attraverso tutte le manifestazioni di simpatia e di salvaguardia della storia e della memoria del nostro Paese.

Siamo anche sensibili al fatto che i suoi compagni d’armi, attraverso le istituzioni militari, le autorità amministrative, religiose e tradizionali, sono mobilitati per la celebrazione dei suoi eroi. Il nostro defunto figlio, marito, padre, fratello, per alcuni zio, cugino, compagno o amico per altri, è certamente un eroe nazionale. Così come i suoi dodici compagni che sono caduti con lui e il cui tragico destino è intimamente legato al suo.

Gli assassinii del 15 ottobre rimangono un momento singolare nella storia recente della nostra giovane nazione.

Un processo clamoroso di portata nazionale e internazionale vi ha fatto seguito una trentina d’anni dopo, marcando con una pietra miliare la questione dell’impunità in Africa e portando alla luce la sfida di una giustizia possibile.

Ci sembra essenziale che gli eventi che accompagnano questo ciclo avvengano in buona intesa e concertazione.

Avere il tempo per l’organizzazione è necessario, soprattutto in questo momento cruciale della nostra storia, dove le forze mobilitate sono dirette alla lotta per preservare l’integrità del territorio nazionale.

È il momento di auspicare che la reinumazione del presidente Thomas Sankara avvenga in modo consensuale nella calma, dato che i nostri amici in Africa e nel mondo ci osservano e si sentono coinvolti da queste esequie che rappresentano un punto culminante della nostra storia.

Le prese di posizioni assunte dagli incaricati all’organizzazione delle inumazioni rischiano di seminare confusione e scompiglio proprio in un momento in cui il nostro Paese deve, più che mai, riunire i suoi figli.

Con queste parole chiediamo all’opinione pubblica nazionale e internazionale di essere testimone del fatto che il luogo di inumazione dei resti di Thomas Sankara ci è stato imposto senza alcuna altra forma di discussione consensuale.

Per questo motivo, ci dispiace informare che non parteciperemo all’organizzazione delle cerimonie e non saremo presenti alle inumazioni.

Tuttavia, osiamo sempre sperare che altre prospettive siano offerte a questa causa.

Ouagadougou, 05 febbraio 2023

I familiari del fu Thomas Sankara

The post La famiglia Sankara non parteciperà all’inumazione se dovesse aver luogo al Consiglio d’Intesa. first appeared on My Blog.

The post La famiglia Sankara non parteciperà all’inumazione se dovesse aver luogo al Consiglio d’Intesa. appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/famille-sankara-ne-participera-a-linhumation-devait-se-faire-conseil-de-lentente/feed/?lang=it 0 247409
Il Film “Il Paese delle persone integre” di Christian Carmosino Mereu al Festival del Cinema di Venezia https://www.thomassankara.net/film-paese-delle-persone-integre-di-christian-carmosino-mereu-al-festival-del-cinema-di-venezia/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=film-paese-delle-persone-integre-di-christian-carmosino-mereu-al-festival-del-cinema-di-venezia https://www.thomassankara.net/film-paese-delle-persone-integre-di-christian-carmosino-mereu-al-festival-del-cinema-di-venezia/?lang=it#respond Tue, 06 Sep 2022 21:45:08 +0000 http://www.thomassankara.net/?p=247070 Dopo otto anni di duro e coraggioso lavoro a fianco del popolo del Burkina Faso, il bel documentario di Christian Carmosino Mereu, “Il Paese delle persone integre”, girato a partire dal 27 ottobre 2014 durante le giornate dell’insurrezione popolare che hanno cacciato Blaise Compaoré dal potere, ha finalmente ricevuto il meritato riconoscimento. Selezionato dalla Giuria del Festival del Cinema di Venezia, sostenuto con il Patrocinio di Amnesty […]

The post Il Film “Il Paese delle persone integre” di Christian Carmosino Mereu al Festival del Cinema di Venezia first appeared on My Blog.

The post Il Film “Il Paese delle persone integre” di Christian Carmosino Mereu al Festival del Cinema di Venezia appeared first on My Blog.

]]>
Dopo otto anni di duro e coraggioso lavoro a fianco del popolo del Burkina Faso, il bel documentario di Christian Carmosino Mereu, “Il Paese delle persone integre”, girato a partire dal 27 ottobre 2014 durante le giornate dellinsurrezione popolare che hanno cacciato Blaise Compaoré dal potere, ha finalmente ricevuto imeritato riconoscimento. Selezionato dalla Giuria del Festival del Cinema di Venezia, sostenuto con il Patrocinio di Amnesty International, il film è stato proiettato il 4 settembre a Venezia e si può visionare sul sito MYMOVIES sino al 9 settembre 2022.

Questo bel documentario, che ci auguriamo verrà proiettato nelle più importanti sale cinematografiche d’Italia e d’Europa, ci permetterà anche di riprendere ed attualizzare il dibattito sulla situazione in Burkina Faso, sparita dai radar dei media internazionali, e che l’ennesimo colpo di stato militare del 24 gennaio 2022 ha riportato nuovamente indietro, e poter esprimere tutta la nostra solidarietà al popolo burkinabè e al suo paese piegato per la violenza del terrorismo, per la mancanza di diritti e di libertà.

Ringraziamo Christian Carmosino Mereu per il suo prezioso contributo.

La Redazione



TRAILER IL PAESE DELLE PERSONE INTEGRE


Pubblichiamo di seguito una bella recensione di Annamaria Gallone apparsa su la rivista Africa

Il Paese delle persone integre
Domenica 4 settembre alle ore 21.30 a Venezia, in occasione del Festival del Cinema, appuntamento imperdibile con la proiezione, in anteprima mondiale, del film “Il Paese delle persone integre”. Un documentario politico ma anche profondamente umano, che racconta la rivoluzione del 2015 nella capitale del Burkina Faso, Ougadougou, per cacciare il dittatore Blaise Compaoré, uno dei mandanti dell’omicidio di Thomas Sankara. Ingresso libero su prenotazione obbligatoria. Il documentario sarà disponibile fino al 9 settembre anche su Mymovies.

di Annamaria Gallone

“Il Paese degli uomini integri”, in lingua locale “Burkina Faso”, così aveva ribattezzato l’Alto Volta il mitico presidente rivoluzionario Thomas Sankara. E “Il Paese delle persone integre” si intitola il documentario che sarà programmato prima mondiale alla 79° edizione del Festival di Venezia il 4 settembre 2022, alle ore 21.30, sala Laguna (ingresso libero con prenotazione obbligatoria al sito “giornate degliautori.com)”.

Dice il suo autore, Christian Carmosino Mereu, regista, produttore, docente e operatore culturale attivo in Europa e in Africa da più di venticinque anni: “Nel 2015 ho realizzato un documentario televisivo per raccontare l’insurrezione del popolo burkinabè e la successiva transizione verso la democrazia. In quell’occasione ho utilizzato lo stile del reportage, ho scelto di raccontare semplicemente i fatti. Parallelamente ho iniziato a seguire quattro personaggi, che nei successivi cinque anni sono diventati le voci e gli occhi de “Il paese delle persone integre”. Entrando nella loro vita quotidiana, il loro racconto in prima persona ha sostituito il mio. Questo perché ho realizzato che uno sguardo estraneo, qual era il mio, non sarebbe stato sufficiente per restituire il cambiamento in atto. I protagonisti di questo nuovo film sono persone che non hanno solitamente voce in capitolo, finendo per rimanere numeri, dati sui quali in Occidente si basano i dibattiti politici che trattano il tema delle migrazioni in modo semplicistico. Mi sono posto prima come “strumento” della narrazione e poi come “ascoltatore” interessato: una forma di partecipazione alla lotta di liberazione con i miei strumenti di cineasta che cerca di sfuggire agli stereotipi e mostrare invece quello che i media mainstream metodicamente nascondono. Perché cambiare sguardo è un atto politico”.

E totalmente politico è questo documentario, ma anche profondamente umano. Sono rimasta molto scossa dal reportage in bianco e nero che racconta la rivoluzione del 2015 nella capitale, Ougadougou, per cacciare il dittatore Blaise Compaoré, rimasto al potere ben ventisette anni, uno dei mandanti dell’omicidio di Thomas Sankara (il 15 ottobre ’87). Nel 2014 Compaoré aveva tentato di far approvare una modifica della Costituzione che avrebbe rimosso il limite di due mandati previsti per la sua presidenza, al fine di rimanere in carica per altri quindici anni. Un’insurrezione popolare lo ha impedito, costringendo Compaoré a lasciare il Paese. Il regista, con grandissimo coraggio, si è unito alla popolazione che, incurante dei divieti e degli spari della guardia presidenziale alla quale erano stati affiancati mercenari provenienti dal Togo e da altri Paesi africani, si è battuta con rabbia e determinazione, per porre fine all’impero di un tiranno, sacrificando molti martiri, i cui solenni funerali si vedono nel documentario a colori, insieme alle immagini della distruzione della città, durante i moti rivoluzionari.

Ricordo di essere stata poco dopo la cacciata di Compaoré a Ougadougou e aver visto le macerie in tutti i luoghi del potere: auto bruciate, edifici totalmente distrutti, documenti sparsi ovunque, scarpe, abiti, borse lasciati lì, dove la collera vendicativa della popolazione si è sfogata. E ricordo l’orgoglio, la gioia e la speranza della gente che mi fermava per strada.

Tutto questo è raccontato con straordinaria icasticità nel documentario con l’incessante traffico delle mobilettes, i motorini che, come formiche, si spostano lungo le strade, con i primi piani delle persone e soprattutto nel quotidiano dei quattro protagonisti.

Commovente la figura di Assanata Ouedraogo, madre single che cerca di sopravvivere con il suo piccolo che tenta di sfamare, che accompagna ansiosa in ospedale perché febbricitante per un attacco di malaria, che veste con uno sfarzoso costume islamico per partecipare alla comune preghiera collettiva. Bellissimi i volti, la vita nella corte, la cottura dei cibi di cui ti sembra di sentire l’odore. Come ti sembra di sentire l’odore della polvere rossa che tutto copre e che dappertutto si infila, negli abiti, nei capelli, ma viene domata dalla pioggia lungo le strade.

Particolarmente toccante la sepoltura dei martiri, piccole croci piantate nell’argilla, con le professioni dei morti, che sono le più svariate e la date della nascita e del decesso. Tra loro ragazzi di 14 anni, perché tutti, con una passione senza limiti, hanno partecipato alla rivoluzione per conquistare la libertà e una vita migliore. Purtroppo, dopo la rivoluzione e tanta speranza, la vita dei burkinabè e ancora improntata da una grande miseria.

(Sappiamo dalla cronaca che i successivi governi sono stati messi alla prova da due colpi di stato (nel maggio 2015 e nel gennaio 2022) e oggi la situazione politica rimane altamente instabile. Nonostante “Il paese delle persone integre” sia ricco di risorse minerarie (in particolare di oro esportato in Europa anche in modo illegale e sfruttando il lavoro nero) è attraversato da una grave crisi umanitaria, complice una moltitudine di aspetti poco esplorati dai media occidentali. La condizione di povertà coinvolge gran parte della popolazione, causando malnutrizione e malattie, aggravate dalle conseguenze degli attentati ad opera di gruppi armati legati ad Al Qaeda e Isis. Gli sfollati interni sono circa 1,9 milioni -fonte: Unhcr – Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati- e il paese ospita migliaia di rifugiati).

Tra i protagonisti scelti dal regista, straordinaria, campeggia su tutte la figura del cantante, Sams’k Le Jah, l’icona della scena reggae, (premiato da Amnesty International come Ambasciatore di coscienza) che Carmosino Mereu ha seguito nella tournée di enorme successo attraverso il Paese. Il suo impegno politico ricorda la figura di un grande militante, Fela Kuti. Sulla sua T-shirt campeggia una scritta molto eloquente: Chasseur de dictateur, cacciatore del dittatore e anche dopo che il dittatore è stato cacciato, il suo impegno continua e inneggia a Thomas Sankara, per tutti un eroe, un esempio da imitare. E la sua canzone che sentiamo durante i titoli di coda del film fa riferimento a un gravissimo problema attuale: “Boko Haram, lascia libere le nostre ragazze, lascia libere le nostre ragazze”!

Dopo 5 anni, infatti, tornato in Burkina, il regista scopre, anche attraverso le testimonianze di un candidato alle imminenti elezioni e un minatore impegnato nella lotta sindacale, Yiyé Constant Bazié, e Dieudonné Tagnan (Ghost), quanti siano ancora i problemi di questo Paese ricco per l’Occidente e povero per i suoi abitanti. E contro l’ingiustizia si battono coloro che lavorano in un grattacielo pretenzioso e non vengono pagati da tempo e non sanno a chi appartiene la società e che vengono respinti da muro di gomma di qualche burocrate.

E basta vedere le immagini delle miniere d’oro, piccoli appezzamenti concessi a privati per tenere buona la popolazione, dove i lavoratori coperti di polvere sono costretti a una fatica massacrante per un pugno di riso: bambini che si calano nel “buco” con una pila fissata da un elastico sulla fronte, scalzi, senza alcuna protezione, gli sguardi spenti dei disperati.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha dichiarato:”Il Burkina Faso è un Paese tormentato. Le storie di attivismo e di resistenza raccontate da questo film ci dicono che meriterebbe un destino migliore”. Ne sono profondamente convinta e penso che sia molto importante vedere questo documentario, non lasciatevelo sfuggire.

Il film potrà essere visto anche on line (su MyMovies, dalle 22 di domenica 4 settembre fino alle 22 di venerdì 9 settembre, info qui) e dopo il festival nelle sale.

Il Paese delle persone integre è prodotto da Christian Carmosino Mereu ,Vito Zagarrio, il Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo – Università degli Studi Roma Tre, DocFest Productions,Indyca con il patrocinio di Amnesty International Italia, media partner Zalab, distribuzione internazionale Deckert Distribution.

Fonte : https://www.africarivista.it/il-paese-delle-persone-integre/206401/

The post Il Film “Il Paese delle persone integre” di Christian Carmosino Mereu al Festival del Cinema di Venezia first appeared on My Blog.

The post Il Film “Il Paese delle persone integre” di Christian Carmosino Mereu al Festival del Cinema di Venezia appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/film-paese-delle-persone-integre-di-christian-carmosino-mereu-al-festival-del-cinema-di-venezia/feed/?lang=it 0 247070
Comunicato stampa: Blaise Compaoré deve essere arrestato se rientra in Burkina https://www.thomassankara.net/communique-de-presse-blaise-compaore-etre-arrete-sil-rentre-burkina/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=communique-de-presse-blaise-compaore-etre-arrete-sil-rentre-burkina https://www.thomassankara.net/communique-de-presse-blaise-compaore-etre-arrete-sil-rentre-burkina/?lang=it#respond Wed, 06 Jul 2022 22:42:55 +0000 http://www.thomassankara.net/communique-de-presse-blaise-compaore-etre-arrete-sil-rentre-burkina/ Le informazioni ci sono giunte nella notte tra il 5 e il 6 luglio. Blaise Compaoré si appresterebbe a soggiornare in Burkina Faso con lo scopo di avviare discussioni sulla “riconciliazione”. A nemmeno tre mesi di distanza dalla condanna all’ergastolo di Blaise Compaoré per l’assassinio di Thomas Sankara e dei suoi compagni, il potere nato […]

The post Comunicato stampa: Blaise Compaoré deve essere arrestato se rientra in Burkina first appeared on My Blog.

The post Comunicato stampa: Blaise Compaoré deve essere arrestato se rientra in Burkina appeared first on My Blog.

]]>
Le informazioni ci sono giunte nella notte tra il 5 e il 6 luglio. Blaise Compaoré si appresterebbe a soggiornare in Burkina Faso con lo scopo di avviare discussioni sulla “riconciliazione”.

A nemmeno tre mesi di distanza dalla condanna all’ergastolo di Blaise Compaoré per l’assassinio di Thomas Sankara e dei suoi compagni, il potere nato da un colpo di Stato militare, la cui legittimità appare fragile, prepara la sua amnistia. In questo modo mostra chiaramente il suo disprezzo per la giustizia del suo paese, seguendo in questo Blaise Compaoré che si è rifiutato di comparire al processo.

Da poco tempo si era appreso che Djibril Bassolé, condannato a 10 anni di carcere per il putsch del settembre 2015 contro la Transizione, conduceva un’intensa campagna diplomatica al servizio di Blaise Compaoré, nonostante fosse stato evacuato in Francia per problemi di salute.

Questo potere ci riporta ai giorni più bui dell’impunità. I numerosi crimini economici, le torture e gli assassinii restano impuniti nel paese ciò che spiega in gran parte la decadenza nella quale sta affondando il Burkina.

La popolazione aveva ampiamente espresso la sua simpatia ai militari all’epoca della loro presa del potere in gennaio. Sperava che loro avrebbero potuto ottenere più velocemente delle vittorie contro i vari gruppi armati che seminano insicurezza su buona parte del territorio.

Incapace di invertire la tendenza, il potere sembrava invece impegnarsi per la restaurazione del vecchio ordine, del tempo di Blaise Compaoré al potere. Occorre ancora ricordare la lunga lista di crimini, traffici di ogni genere e complicità nelle esazioni o nelle guerre alle quali lui ha partecipato in Liberia, in Sierra Leone, in Costa d’Avorio, o aggirando gli embarghi in particolare per il signore della guerra Jonas Savimbi in Angola.

Di fronte a questo nuovo misfatto, noi chiediamo alle forze democratiche in Burkina e nel mondo di protestare in massa perché sia fermato.

Chiediamo alla giustizia burkinabè, indipendente dal potere politico, di eseguire la sua decisione giudiziaria mettendolo agli arresti non appena arriverà sul suolo burkinabè.

Esortiamo la Corte penale internazionale ad avviare una procedura contro Blaise Compaoré per la sua attiva complicità nei numerosi crimini commessi nei paesi vicini che a tutt’oggi restano impuniti.

Poiché la sua salute sembra permetterlo, visto l’attività che impiega in vari paesi stranieri, noi esigiamo che Djibril Bassolé torni a scontare la sua pena in prigione in Burkina.

Fatto a Ouagadougou, Montpellier, Sabadel (Catalogna), Parigi, Bobo Dioulasso, Toronto, Nïmes, Barcellona, Ottawa, Albany, New York, Banfora, Torino, Ajaccio, Las Palmas, Agadir, Marsiglia, Niamey, Bâle, Bamako, Grenoble, Oxford, Dakar, Munich, Liège, Bruxelles, Berlin il 6 luglio 2022

La rete internazionale Giustizia per Sankara Giustizia per l’Africa

Sostenuto da Alternative Espaces Citoyens (Niger), Forum Civique Bamako (Mali), REPADD Niger (Réseau Panafricain pour la Paix, la Démocratie et le Développement), Groupe de travail sur le Panafricanisme Munich (Allemagne), CADTM (Comité pour l’abolition des dettes illégitimes), SURVIE (France), Per a Pace (Corse), Futurafrik (Allemagne)

The post Comunicato stampa: Blaise Compaoré deve essere arrestato se rientra in Burkina first appeared on My Blog.

The post Comunicato stampa: Blaise Compaoré deve essere arrestato se rientra in Burkina appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/communique-de-presse-blaise-compaore-etre-arrete-sil-rentre-burkina/feed/?lang=it 0 246707
Burkina Faso. Giustizia per Thomas Sankara https://www.thomassankara.net/burkina-faso-giustizia-per-thomas-sankara/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=burkina-faso-giustizia-per-thomas-sankara https://www.thomassankara.net/burkina-faso-giustizia-per-thomas-sankara/?lang=it#respond Mon, 02 May 2022 13:12:38 +0000 http://www.thomassankara.net/?p=246444 Grazia Le Mura Thomas Sankara fa storia da vivo e da morto. Gli uomini coerenti e veri, che credono in quello che dicono e praticano scelte audaci fino al martirio, scrivono e orientano la storia. Scomodo per i suoi ideali e il suo coraggio nel voler invertire la storia africana, fatto fuori con efferata violenza […]

The post Burkina Faso. Giustizia per Thomas Sankara first appeared on My Blog.

The post Burkina Faso. Giustizia per Thomas Sankara appeared first on My Blog.

]]>
Grazia Le Mura

Thomas Sankara fa storia da vivo e da morto. Gli uomini coerenti e veri, che credono in quello che dicono e praticano scelte audaci fino al martirio, scrivono e orientano la storia. Scomodo per i suoi ideali e il suo coraggio nel voler invertire la storia africana, fatto fuori con efferata violenza a colpi di arma da fuoco, è ancora lì a scrivere la storia del suo Burkina Faso e della sua Africa. Unico presidente ucciso i cui colpevoli nazionali sono stati individuati e condannati in un regolare processo.

Assassinato il 15 ottobre 1987 da una squadra di sicari alla fine di una riunione del Consiglio Rivoluzionario Nazionale al Potere insieme a 12 compagni. Il 13 aprile 2021, dopo 34 anni, l’annuncio dell’istituzione del Processo per l’assassinio del leader della “Terra degli uomini integri” con l’imputato di spicco Compaoré accusato di omicidio e complotto contro la Nazione. L’11 ottobre 2021 l’apertura. Le udienze, sospese più volte, in particolare per il colpo di Stato del 24 gennaio, con cui il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba destituisce il presidente democraticamente eletto, Roch Marc Christian Kaboré, approdano il 6 aprile alla sentenza che ridona dignità a un intero popolo e consente di avere un po’ più di fiducia nelle istituzioni. Un processo ostacolato per decenni dona finalmente giustizia a Thomas Sankara e all’intero Paese. Il Tribunale Militare di Ouagadougou condanna in contumacia all’ergastolo Blaise Compaoré, diventato presidente l’indomani di quel golpe e rimasto tale per quasi tre decenni, fino al 2014 quando è stato destituito dalla rivolta popolare. Amico di Thomas, diventato suo principale nemico! Quella di Blaise è una presidenza nata e proseguita nel sangue. Con Compaoré sono condannati all’ergastolo il comandante della sicurezza, Hyacinthe Kafando, in fuga dal 2016, e il generale Gilbert Dienderé, uno dei capi dell’esercito durante il golpe, unico grande presente al processo, nel quale sono imputate 14 persone. Compaoré e Dienderé sono accusati di aver danneggiato la sicurezza dello Stato, di essere complici nell’omicidio, di occultamento di corpi e manomissione di testimoni.

Thomas Sankara, il Che Guevara africano, a 34 anni assume il potere con un colpo di Stato. Molto amato dai burkinabè e dagli altri popoli africani, meno dai Paesi occidentali, in primis Francia e Stati Uniti, per le sue prese di posizione contro l’imperialismo e il colonialismo, per l’invito a non pagare il debito con l’Occidente, per le politiche sociali inclusive contro la povertà e per la parità di genere. Il 4 agosto 1983 il giovane Sankara inizia la “rivoluzione burkinabé” che, in poco più di due anni, porterà i 7 milioni di abitanti del poverissimo Paese del Sahel ad avere assicurati due pasti al giorno e acqua potabile.

Il 4 ottobre 1984, poco più di un anno dopo, pronuncia all’Assemblea Nazionale dell’ONU uno dei suoi discorsi più importanti e i suoi nemici si moltiplicano: «Sono davanti a voi in nome di un popolo che ha deciso sul suolo dei propri antenati di affermare d’ora in avanti se stesso e farsi carico della propria storia. Oggi vi porto i saluti fraterni di un Paese di 274.000 Kmq in cui 7 milioni di bambini, donne e uomini si rifiutano di morire di ignoranza, di fame e di sete non riuscendo più a vivere una vita degna di essere vissuta. Chi mi ascolta, mi permetta di dire che parlo non solo in nome del mio Burkina Faso tanto amato, ma anche in nome di tutti coloro che soffrono in ogni angolo del mondo. Parlo in nome dei milioni di esseri umani che vivono nei ghetti perché hanno la pelle nera o sono di culture diverse, considerati da tutti poco più che animali. Parlo in nome di quelli che hanno perso il lavoro in un sistema che è strutturalmente ingiusto e congiunturalmente in crisi, ridotti a percepire della vita solo il riflesso di quella dei più abbienti. Parlo in nome delle donne del mondo intero che soffrono in nome di un sistema maschilista che le sfrutta. Le donne che vogliono cambiare hanno capito e urlano a gran voce che lo schiavo che non organizza la propria ribellione non merita compassione per la sua sorte. Questo schiavo è responsabile della sua sfortuna se nutre qualche illusione quando il padrone gli promette libertà».

Il discorso che gli costa la vita è incentrato sulla cancellazione del debito dei Paesi impoveriti. Lo pronuncia il 29 luglio 1987 ad Addis Abeba in occasione del vertice dell’Organizzazione dell’Unità Africana, due mesi dopo è fatto fuori. Lì, in modo molto consapevole, dice: «Se il Burkina Faso resterà solo in questa richiesta l’anno prossimo non sarò più qui a questa conferenza». Definisce con tinte forti il senso del suo impegno e della sua azione: «La nostra rivoluzione avrà valore solo se, guardandoci intorno, potremo dire che i Burkinabé sono un po’ più felici grazie a essa. Perché hanno acqua potabile e cibo abbondante e sufficiente, sono in splendida salute, hanno scuola e case decenti, sono ben vestiti, hanno diritto al tempo libero; perché hanno occasione di godere di più libertà, democrazia, dignità. La rivoluzione è la felicità. Senza felicità, non possiamo parlare di successo».

Sankara non ha paura di dire la verità sulla situazione africana, sulla schiavitù della colonizzazione e sulla corruzione, grande piaga dell’intero continente. Vicino al suo popolo, incarna la speranza di vedere l’Africa ritrovare la sua libertà. Creativo ed energico, per quattro anni proclama senza paura le rivendicazioni dei Paesi impoveriti. È un eroe d’altri tempi. Classe 1949, scopre l’ingiustizia a scuola e lì si radica il suo spirito rivoluzionario.

Dopo la liberazione dal colonialismo, nel 1960, il Paese conosce anni d’instabilità e colpi di Stato. Quello militare del novembre ‘80 porta al governo un regime corrotto e repressivo, spingendo i dirigenti sindacali alla clandestinità. Sankara, segretario di Stato all’informazione, si dimette e avverte: «Guai a chi imbavaglia il popolo!». Nel 1982 un nuovo colpo di Stato. Sankara è nominato primo ministro e non perde tempo nel denunciare i «nemici del popolo» e l’«imperialismo». Viene arrestato il 17 maggio 1983 mentre Guy Penne, consigliere per gli affari africani di Mitterrand, atterra a Ouagadougou.

Sankara è rispettato dalle organizzazioni civili che diffidano dei militari, ma anche dai militari che riconoscono in lui un soldato fiero di essere tale. Raggiunto il grado di capitano, crea con altri ufficiali un’organizzazione clandestina di estrema sinistra, mentre l’Alto Volta (precedente nome del Burkina) vive un’inquietante alternanza. Il 4 agosto 1983, appena Sankara è liberato, parte la presa di potere: i commandos del capitano Blaise Compaoré marciano da sud sulla capitale, i lavoratori delle telecomunicazioni tagliano le linee e i civili aspettano i soldati per guidarli nella città, che cade rapidamente in mano ai rivoluzionari. Divenuto presidente, Sankara lancia la sua sfida: «Democratizzare la nostra società, aprire gli animi a un universo di responsabilità collettiva per osare inventare il futuro». Il leader rivoluzionario vuole «abbattere e ricostruire l’amministrazione» restituendo dignità ai funzionari e «immergere il nostro esercito nel popolo attraverso il lavoro produttivo», ricordando a ogni soldato che «senza formazione culturale e politica, un militare non è che un potenziale criminale».

La rivoluzione deve migliorare le condizioni di vita dei burkinabé: questo è il compito immenso che Sankara si attribuisce. All’epoca, l’Alto Volta è tra i Paesi più poveri del mondo: la mortalità infantile è al 180 per mille, l’aspettativa di vita media non supera i 40 anni, l’analfabetismo arriva al 98% e la scolarizzazione al 16%. Con Sankara arriva il cambiamento: trasformazione dell’amministrazione, redistribuzione delle ricchezze, liberazione della donna, mobilitazione dei giovani, abbandono dell’organizzazione sociale tradizionale cui si imputa il ritardo delle campagne, tentativo di fare dei contadini una classe sociale rivoluzionaria, riforma dell’esercito per porlo al servizio del popolo anche con funzioni produttive, decentralizzazione e democrazia diretta attraverso i Comitati di difesa della rivoluzione incaricati di attuare le riforme sul territorio, lotta spietata alla corruzione. Sankara ha un grande sogno: condurre il popolo ad aver fiducia in sé e a scrivere finalmente la propria storia. A scrivere la sua felicità.

Il 4 agosto 1984, l’Alto Volta è ribattezzato Burkina Faso: “Paese degli uomini integri”. Cambia rapidamente e Sankara non perde occasione per promuovere uno sviluppo autonomo, non più dipendente dagli aiuti esteri. Per Sankara «gli aiuti immettono nelle nostre menti riflessi da mendicante, bisogna invece produrre: produrre e consumare burkinabé». Nell’aprile 1985 lancia le “tre lotte”: contro il taglio abusivo del legname, gli incendi nella boscaglia, il pascolo non controllato degli animali.

Sankara si fa portavoce dei Paesi impoveriti criticando, senza mezzi termini e senza paura, l’ordine internazionale. I suoi temi: le ingiustizie della globalizzazione e del sistema finanziario internazionale, l’onnipresenza del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca mondiale, il circolo vizioso del debito dei Paesi del Terzo mondo. Il debito per Sankara trova origine nelle «proposte allettanti» di «tecnici assassini» mandati dalle istituzioni finanziarie internazionali: nuovo strumento per riconquistare l’Africa. Diventa sempre più scomodo e pericoloso, la sua lotta contro il neocolonialismo minaccia il potere di altri presidenti dell’Africa Occidentale e il ruolo della Francia nel continente nero. Così si giunge al suo assassinio e alla Presidenza Compaoré. Lo si è voluto cancellare, ma le sue idee e la sua spinta rivoluzionaria continuano a fare storia.

Questo processo dipana, per il suo aspetto nazionale, i fili del complotto. È accertato che il 15 ottobre il commando lasciò la casa di Blaise Compaoré. Il generale Diendéré, presente sulla scena, diede ordine di inviare soldati per mettere in sicurezza la città e prendere il controllo delle guarnigioni che avrebbero potuto reagire.

Le rete internazionale Giustizia per Sankara Giustizia per l’Africa, pur manifestando gioia per l’avvenuto processo e la sentenza, afferma che non è ancora finita, resta aperto l’aspetto internazionale e l’inchiesta sulla componente internazionale deve continuare (Fonte :http://www.thomassankara.net/affaire-sankara-compagnons-proces-salutaire-mene-a-terme-combat-verite-continue/?lang=it).

Il verdetto porta un po’ di luce in un momento buio per l’intero Paese. Il Burkina, per molti aspetti, è allo sbando: immensi territori si sono svuotati a causa degli attacchi terroristici, la gente si sposta e fa straripare i quartieri popolari delle città e invade i semafori per sfamarsi. Manca sul mercato il mais del nord e i prezzi sono schizzati a cifre impossibili. La transizione, dopo il colpo di Stato del 24 gennaio, si presenta lunga e dura, con l’ex presidente Kaboré liberato dai militari solo in questi giorni.

L’ultimo boccone amaro il Paese l’ha inghiottito la not te tra il 4 e il 5 aprile: uomini armati hanno assalito la comunità religiosa della parrocchia di Yalgo, diocesi di Kaya, prelevando suor Suellen Tennyson, 83 anni, che è stata portata in una località sconosciuta. Prima di andar via, i terroristi hanno saccheggiato la casa e sabotato gli autoveicoli.

La sentenza, dice la vedova Sankara, mostra che «il Burkina Faso ha ascoltato la volontà del popolo». Il popolo ha ripreso a scrivere la sua storia, come voleva Sankara. Il Paese ha bisogno di scelte coraggiose: che questo verdetto sia l’inizio.

Grazia La Mura 17/04/2022

Sociologa e teologa pastorale, Grazia Le Mura è missionaria in Burkina Faso dal 2004

Fonte : https://www.adista.it/articolo/67913

*Foto presa da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

 

 

 

 

 

 

The post Burkina Faso. Giustizia per Thomas Sankara first appeared on My Blog.

The post Burkina Faso. Giustizia per Thomas Sankara appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/burkina-faso-giustizia-per-thomas-sankara/feed/?lang=it 0 246444
Comunicato Stampa : Caso Sankara e compagni. Un processo salutare portato a termine. Ma la lotta per la verità continua. https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-compagnons-proces-salutaire-mene-a-terme-combat-verite-continue/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=affaire-sankara-compagnons-proces-salutaire-mene-a-terme-combat-verite-continue https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-compagnons-proces-salutaire-mene-a-terme-combat-verite-continue/?lang=it#respond Fri, 08 Apr 2022 08:32:11 +0000 http://www.thomassankara.net/affaire-sankara-compagnons-proces-salutaire-mene-a-terme-combat-verite-continue/ È con grande soddisfazione che apprendiamo la fine di questo primo storico processo, contrassegnato con la condanna all’ergastolo di Blaise Compaoré, Gilbert Diendéré e Hyancinthe Kafando. In effetti, niente era scontato. Ma se l’essenziale del complotto nazionale ha potuto essere dipanato nei sei (06) mesi di dibattiti, la lotta per far emergere la verità sul […]

The post Comunicato Stampa : Caso Sankara e compagni. Un processo salutare portato a termine. Ma la lotta per la verità continua. first appeared on My Blog.

The post Comunicato Stampa : Caso Sankara e compagni. Un processo salutare portato a termine. Ma la lotta per la verità continua. appeared first on My Blog.

]]>
È con grande soddisfazione che apprendiamo la fine di questo primo storico processo, contrassegnato con la condanna all’ergastolo di Blaise Compaoré, Gilbert Diendéré e Hyancinthe Kafando. In effetti, niente era scontato. Ma se l’essenziale del complotto nazionale ha potuto essere dipanato nei sei (06) mesi di dibattiti, la lotta per far emergere la verità sul complotto internazionale continua.

Manovre di ogni tipo hanno cercato di ostacolare la giustizia, tra quelle più importanti ricordiamo:

  • il blocco di tutti i procedimenti giudiziari durante il regime di Blaise Compaoré;

  • la ritrattazione del Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 2008, che ha ignorato il fatto di aver richiesto un’inchiesta due anni prima;

  • l’esfiltrazione di Blaise Compaoré, da parte delle forze speciali francesi, dopo l’insurrezione del 2014, sottratto così alla giustizia del suo paese;

  • la lentezza delle autorità francesi che hanno rifiutato di consegnare i documenti classificati « segreto di stato » promessi dal presidente Emmanuel Macron nel novembre 2017 a Ouagadougou;

  • l’ultimo tentativo degli avvocati della difesa di sospendere il processo dopo il colpo di stato del gennaio 2022.

Come abbiamo già detto, lo svolgimento stesso di questo processo costituisce una vittoria. Il suo esito, va ricordato, è il risultato di anni di impegno dei cittadini, culminato nella magnifica insurrezione dell’ottobre 2014, e della mobilitazione internazionale. È anche la dimostrazione dell’utilità del locale e del globale, della solidarietà, e dell’impegno per la pace e la giustizia.

Ringraziamo anche tutti coloro, numerosi in tutto il mondo, che hanno partecipato alle campagne per chiedere giustizia, compresa quella della nostra rete internazionale Giustizia per Sankara giustizia per l’Africa, che non ha smesso di agire, allertare e informare dal 2008.

Quasi sei mesi di processo in un paese in preda alla guerra sono una vera e propria sfida.

Vogliamo quindi rendere omaggio al lavoro degli avvocati della parte civile, nonché alcuni avvocati della difesa che hanno preso a cuore il loro ruolo, l’impegno del giudice d’istruzione François Yaméogo che ha condotto la sua inchiesta con rigore e costanza, l’autorità e la correttezza dimostrata dal presidente della giuria Urbain Méda, durante lo svolgimento del processo.

Rendiamo omaggio a Mariam Sankara per il suo coraggio, la sua dignità e la sua tenacia durante la lunga lotta che ha condotto, così come i fratelli e le sorelle che hanno contrastato in Burkina i tentativi di manipolazione del regime di Blaise Compaoré.

In questo momento, il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime, quelle di Thomas Sankara, Bonaventure Compaoré, Christophe Saba, Frédéric Kiemdé, Patrice Zagré, Paulin Babou Bamouni, Abdoulaye Gouem, Emmanuel Bationo, Hamado Sawadogo, Noufou Sawadogo, Wallilaye Ouédraogo, Paténéma Soré e Der Somda, nella speranza che le sentenze emesse possano alleviare parte del loro dolore e permettere ad ogni famiglia di poter infine elaborare il proprio lutto.

Non possiamo che deplorare l’assenza di Blaise Compaoré e di Hyacinthe Kafando, il capo del commando. Esigiamo che la Costa d’Avorio proceda alla loro estradizione. Hanno scelto di fuggire piuttosto che venire a spiegarsi e a difendersi.
Purtroppo, la ritrattazione di alcuni testimoni rispetto a quanto avevano dichiarato durante le loro audizioni ha dimostrato che la paura non era scomparsa. Ma essenzialmente, sia l’inchiesta che il processo hanno dipanato i fili del complotto, almeno per quanto riguarda la parte nazionale.

E’ stato stabilito che il 15 ottobre, il commando è partito dalla casa di Blaise Compaoré. Thomas Sankara e i suoi collaboratori sono stati uccisi senza preavviso, così come le guardie e i gendarmi presenti sul posto quel giorno. Il tenente Koama, il più vicino a Thomas Sankara che sarebbe intervenuto per difenderlo, era stato assassinato poco prima. Gilbert Diendéré, presente sulla scena, ha dato l’ordine di inviare gruppi di soldati per mettere in sicurezza la città e prendere il controllo delle guarnigioni che avrebbero potuto reagire.

Tuttavia, la lotta non è finita. Lo stato francese non ha ancora realmente fornito i suoi documenti classificati « segreto di stato ». Continueremo a fare pressione per il rispetto della promessa fatta dal presidente Macron a Ouagadougou nel novembre 2017.

Ci rivolgiamo a tutte le forze democratiche in Francia, Stati Uniti, Costa d’Avorio, Togo, Libia, Liberia e Sierra Leone affinché sollecitino i loro rispettivi governi a cooperare sinceramente con la giustizia burkinabè. Il caso « Sankara e compagni » non è finito. L’inchiesta internazionale deve continuare. La nostra rete rimarrà mobilitata.

Fatto a Ouagadougou, Banfora, Bobo Dioulasso, Ottawa, Nîmes, Niamey, Montpellier, Berlino, Dakar, Sabadel, Barcellona, Marsiglia, Ajaccio, Tolosa, Las Palmas, Torino, Roma, Toronto l’ 8 aprile 2022

La rete internazionale Giustizia per Sankara Giustizia per l’Africa

Contatti: contactjusticepoursankara@gmail.com
Al link :
http://www.thomassankara.net/tribune-insupportable-lusage-extensif-devoye-secret-defense-bloque-enquetes-judiciaires/ un comunicato stampa indirizzato ai candidati alle elezioni presidenziali del 10 aprile del Collectif secret défense – un enjeu démocratique, di cui la nostra rete fa parte.

The post Comunicato Stampa : Caso Sankara e compagni. Un processo salutare portato a termine. Ma la lotta per la verità continua. first appeared on My Blog.

The post Comunicato Stampa : Caso Sankara e compagni. Un processo salutare portato a termine. Ma la lotta per la verità continua. appeared first on My Blog.

]]>
https://www.thomassankara.net/affaire-sankara-compagnons-proces-salutaire-mene-a-terme-combat-verite-continue/feed/?lang=it 0 246358